Questa scena (sopra) è andata in onda martedì pomeriggio su La7, durante la trasmissione Cristina Parodi Live.
Per farla breve, Vittorio Sgarbi ha urlato ancora una volta nomi di artisti e intellettuali a caso per difendere il reato di sfruttamento della prostituzione minorile (e non) contestato all’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Spoiler: anche questa volta nessuno è intervenuto con un megafono.
Che poi, bastava semplicemente ripetergli: “E tu vai a fare in c*lo?… Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? Vai a fare in c*lo? …Coi soldi tuoi?”.
Non c’è mai un imbecille che sappia rispondergli.
Anche i soliti anti-berlusconiani da talk show non saprebbero rispondergli. Direbbero la solita s***nzata, che i capi di Stato esteri si dimettono per aver copiato una tesina al liceo.
Onestamente, oggi nessuno può dire se Berlusconi sia realmente colpevole del reato contestato, e non vogliamo parlarne.
La cosa più triste di questa scena è l’applauso che parte (e si sentono anche alcune donne che dicono “bravo”) quando Vittorio Sgarbi dice:
“Quando, alla fine di un pranzo, uno va a letto con una donna, si chiamano ‘c*zzi suoi'”.
Ecco come hanno fatto ad incastrare Totò Riina e quel pappone di Corso Buenos Aires.
Hanno scoperto che infrangevano la legge a stomaco vuoto.