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George Clooney ha detto che si è fatto stirare la pelle delle palle

George Clooney è sulla copertina del nuovo numero di MAX, in vendita nelle edicole italiane dal prossimo 10 gennaio.
Se lo comprerete, all’interno troverete una intervista del 51enne attore di Paradiso Amaro piena di dichiarazioni e battute un po’ datate o riciclate.

Alcune anticipazioni…

Sul lifting:

«Non mi sono mai fatto sistemare gli occhi, ma ho speso parecchio per farmi stirare la pelle dei c**lioni. Lì sì che non mi piacciono le rughe! …È una tecnica nuova, a Hollywood la fanno tutti, si chiama ball ironing».

Noi la facciamo spesso qui in Italia, anche gratis.

Sul suo essere gay:

«Tutti pensano che sia gay. E chi se ne frega! Non smentirò mai nessun pettegolezzo, perché non voglio che la gente possa credere che essere omosessuale sia una cosa negativa. La mia vita privata è solo mia, privata appunto».

Sul matrimonio e i figli:

«Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman hanno scommesso 10.000 dollari che mi sarei sposato prima dei 40 anni. Hanno perso e mi hanno spedito gli assegni… Glieli ho rimandati scommettendo il doppio che non avrei avuto figli prima dei 50… Quando mi viene l’istinto paterno vado a trovare Brad Pitte Angelina Jolie e mi ricordo il motivo per cui sto benissimo senza marmocchi».

Sugli inizi:

«A 21 anni raccoglievo tabacco per 3 dollari l’ora… È stato mio cugino, l’attore Miguel Ferrer, a portarmi su un set per la prima volta… A Hollywood per mantenermi facevo l’autista per mia zia Rosemary Clooney e il clan delle sue amiche tra cui Helen O’Connell e la comica Martha Raye».

Sulla famiglia:

«Mia zia mi ha insegnato che s’impara solo facendo str*nzate… La mia comicità invece la devo a mio padre che era anchorman televisivo a Cincinnati; se a tavola racconto qualcosa di noioso lui sospira, si alza e se ne va».

Sul suo lato comico:

«Far ridere è la mia qualità migliore. Anche fare scherzi. Ho regalato un quadro trovato nella spazzatura a Richard Kind, l’ha tenuto appeso per cinque anni pensando che l’avessi dipinto io…».

Sul baseball:

«Ho sempre voluto giocare nei Cincinnati Reds, nel ’77 ho fatto pure un provino ma non mi hanno preso. L’unico modo per far parte della squadra sarebbe stare in panchina. Piuttosto li compro!”.

Sulla politica:

«Non potrei mai essere un politico, ho avuto troppe donne, ho fatto uso di troppe droghe e ho frequentato persone troppo promiscue…Il mio lavoro politico è parlare di quello che non funziona.
Mi piace attirare l’attenzione sui problemi seri del mondo invece che parlare delle mie fidanzate».

Okay, però una di quelle persone troppo promiscue non conta. Con lui aveva parlato del Darfur

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