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Fedez risponde a Franceschini e SIAE: “La verità è uno Tsunami”

Comunisti per i Rolex

fedez franceschini Siae

In questi giorni è arrivata all’apice una interessante faida tutta italiana relativa ai diritti d’autore, che vede protagonisti la SIAE, che detiene ancora il monopolio nonostante le recenti direttive europee, e Soundreef, gestore britannico indipendente dei diritti d’autore a cui si sono affidati Fedez e Gigi D’Alessio.

A scatenare la bagarre è stata la ripetizione nel tempo da parte di Fedez di una affermazione, tecnicamente non corrispondente al vero e ritenuta calunniosa da parte del Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e dalla SIAE, che hanno deciso di sporgere querela. O almeno questo è quello che hanno annunciato a mezzo stampa.
La dichiarazione incriminata è che il ministro si troverebbe in conflitto di interessi perché sua moglie Michela Di Biase gestisce il patrimonio immobiliare della SIAE.

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Tale affermazione è falsa e infatti Fedez, pur rimanendo fermo nella sua battaglia contro il monopolio, l’ha ritrattata nel suo ultimo video pubblicato su Facebook in risposta alla decisione di Franceschini e della SIAE di querelarlo.

Interessi in conflitto.

La popstar milanese aveva dichiarato che l’esponente Pd “è palesemente colluso, colluso forse è troppo, è in conflitto d’interessi con i temi che deve affrontare tra Soundreef e Siae perché sua moglie gestisce gli immobili di SIAE.

La risposta di Franceschini via Twitter:

In realtà, la moglie del ministro non gestisce il patrimonio immobiliare di SIAE. Michela Di Biase cura le relazione esterne per Fondazione Sorgente Group che si occupa di opere d’arte ed è altra cosa rispetto all’immobiliare Sorgente Group. Fondazione Sorgente Group quindi nulla ha a che fare con il patrimonio immobiliare di SIAE, se non che una parte del patrimonio immobiliare di SIAE è controllato da due Fondi (Aida e Norma) che fanno parte della stessa holding di Sorgente Group.

Si tratta probabilmente di un cavillo e, nonostante sembri il classico caso di un parente di un politico che viene piazzato in un posto grazie ad amicizie o scambi di favori, sarebbe come dire che Franceschini ha un conflitto di interessi perché un suo parente fa la guida turistica in un museo.

La rettifica di Fedez.

Nel suo ultimo video Fedez corregge un po’ il tiro ritrattando il punto secondo cui la moglie di Franceschini gestirebbe il patrimonio immobiliare di SIAE:

“Ho detto che la moglie di Franceschini gestisce il patrimonio di Siae. Ecco, rettifico perché io faccio il cantante e forse ho usato un linguaggio poco tecnico. Cercherò di essere più chiaro e corretto nella scelta dei termini, ma non è detto che questa mia rettifica faccia meno male delle mie precedenti dichiarazioni. Anzi, ne sono sicuro. Michela Di Biase, la moglie del ministro Franceschini, è stata assunta nel 2016 da Fondazione Sorgente Group. Sorgente Group è uno dei principali gruppi immobiliari italiani che gestisce fra gli altri l’intero patrimonio immobiliare di Siae.

https://www.facebook.com/fedezofficial/videos/10154541361466128/

 

Chissà se questa parziale e vaga rettifica sarà sufficiente ad evitargli che Franceschini e Siae riescano a scucirgli qualche centesimo in tribunale.

Leggi anche: Fedez, J-AX e Rovazzi hanno denunciato un rapper per diffamazione.

La causa.

Possiamo dire che Fedez abbia ragione nel merito della questione perché un mercato più libero sarebbe teoricamente migliore (tranne che per chi detiene il monopolio ovviamente), ma in tribunale perderebbe la causa in merito alle passate dichiarazioni sul ruolo della moglie di Franceschini e la gestione del patrimonio immobiliare di SIAE.

Una cosa da appurare, però, è quanto davvero convenga agli artisti italiani contrastare il monopolio di SIAE. Soundreef trattiene infatti il 25% sui diritti degli artisti contro il 21% di SIAE, ma pare che abbia come punti di forza la velocità nei pagamenti e la trasparenza nel tracciamento dei passaggi delle canzoni. Conviene d’avvero agli artisti guadagnare meno in cambio di una presunta maggiore trasparenza?

La domanda è: perché in decenni di monopolio soltanto Fedez e Gigi D’Alessio hanno manifestato pubblicamente il loro dissenso contro la SIAE? Visti i personaggi, potrebbe trattarsi più che altro di una trovata pubblicitaria?
Molti altri artisti, come per esempio Jovanotti, Tiziano Ferro, Mogol e Adriano Celentano invece si sono esposti in difesa della storica Società Italiana degli Autori ed Editori.

Non conoscendo una risposta precisa a questa domanda possiamo solo augurarci che, alla fine, a guadagnarci da questa faida siano soprattutto i pesci piccoli, e che quindi il Ministero dei Beni Cultirali e la SIAE investiranno bene i soldi ricavati dai gioielli fusi di Fedez dopo un eventuale processo nelle sedi opportune e non su Twitter e Facebook.

The dream comes true

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