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Archiviate le querele di Stella Manente contro chi l’aveva insultata per i suoi video al Gay Pride

“Ci vorrebbe Hitler”, questa è stata una della lunga serie di deplorevoli frasi pronunciate da Stella Manente durante la parata del Milano Pride 2019. Il motivo? Con tutte quelle persone non sarebbe mai riuscita ad arrivare in tempo alla stazione.

Frasi del genere non hanno potuto fare altro che scatenare la furia e l’indignazione di tutti i partecipanti al corteo e non solo. In poche ore le incresciose stories della influencer hanno fatto il giro di tutti i social, e la Manente si è ritrovata il telefono pieno di insulti.

La reazione della influencer a tale inaspettata notorietà è stata prima quella di affermare di non sapere niente dell’esistenza del Pride. Un po’ difficile crederci, a dirla tutta. Sono seguite poi delle stories di scuse, questa volta un po’ più credibili, in cui Stella asseriva di essersi veramente pentita.

Poi sono partite le querele verso chi, a seguito di quelle stories sicuramente molto triviali, l’aveva insultata. Ebbene, la procura ha archiviato definitivamente tali querele.

Questo perché, come ha spiegato il pm Mauro Clerici:

«Il comportamento della denunciante costituisce palesemente un fatto ingiusto perché invocare ad alta voce “ci vorrebbe Hitler” nel corso di una manifestazione quale il Gay Pride significa evocare e giustificare le persecuzioni naziste contro gli omosessuali.»

Quindi, sebbene insultare sia una cosa totalmente sbagliata, chi se l’è presa con la Manente è stato “giustificato” dalla gravità delle parole della modella, parole gravi e inaccettabili. E chissà se adesso la nostra Stella Cadente avrà imparato qualcosa da questa storia tutta da dimenticare.

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