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Lodo Guenzi: “Da piccolo mi bullizzavano”

Lodo Guenzi (Instagram)
Lodo Guenzi (Instagram)

Lodovico Guenzi, meglio conosciuto come Lodo, è uno dei fondatori della band Lo Stato Sociale, noti al grande pubblico per essere arrivati secondi a Sanremo 2018 con la canzone Una vita in vacanza.

Da quel momento, Lodo si è fatto conoscere ed apprezzare televisivamente anche per la conduzione del Concertone del Primo Maggio accanto ad Ambra Angiolini e per essere stato uno dei giurati di X Factor (da poco sono stati annunciati i nuovi giudici).

Il cantante bolognese, che come tutta la sua band si è sempre schierato a gran voce dalla parte dei più deboli, ha voluto aprire il suo cuore per raccontare della terribile piaga che colpisce molti giovani e che ha caratterizzato anche la sua adolescenza.

Lodo Guenzi: “Sono stato bullizzato”

Lodo ha deciso di affidarsi ad un post Instagram. Queste le sue parole:

“È la prima volta che lo scrivo. Ci ho pensato molto se avesse senso e sì, ha senso. Da ragazzino sono stato bullizzato. Ecco, l’ho detto. Non credo sia successo solo a me, ma è così. Troppo esile, effeminato, biondino. A fire il vero almeno ero in una classe in cui se la prendevano con un ragazzetto italiano e non con il compagno pakistano o bengalese, che sono sempre stati i miei migliori amici. Qualche botta, un pomeriggio in un bidone e un’eterna insistenza sulla mia presunta omosessualità che devo dire già allora come ipotesi non mi dava fastidio”

Poi Lodo aggiunge:

“Mi chiamavano Cinzia, come il nome di una bici sa donna. Curiosamente, le uniche che mi piace guidare adesso. Credo che gran parte della mia smodata fame di fare cose grandi sia nata lì, o forse dal rimpianto per aver chiesto aiuto e cambiato scuola, cosa che ancora mi fa sentore un vigliacco. Quando incontro qualcuno dei miei bulli adesso mi trattano come una star, io faccio gran sorriso e so che da bambini è un casino per tutti e neanche se ne saranno accorti, ma non riesco a non odiarli. Eh vabbè… questo per dirti una cosa: ti hanno fatto del male, peggio che a me, ma se la tua vita va avanti, allora gli str**zi hanno perso.”

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è la prima volta che lo scrivo. ci ho pensato molto se avesse senso e sì, ha senso. da ragazzino sono stato bullizzato. ecco, l’ho detto. non credo sia successo solo a me, ma è così. troppo esile, effeminato, biondino. a dire il vero almeno ero in una classe in cui se la prendevano con un ragazzetto italiano e non con il compagno pakistano o bengalese, che sono sempre stati i miei migliori amici. qualche botta, un pomeriggio in un bidone e un’eterna insistenza sulla mia presunta omosessualità che devo dire già allora come ipotesi non mi dava fastidio. mi chiamavano cinzia, come il nome di una bici da donna. curiosamente, le uniche che mi piace guidare adesso. credo che gran parte della mia smodata fame di fare cose grandi sia nata lì, o forse dal rimpianto per aver chiesto aiuto e cambiato scuola, cosa che ancora mi fa sentire un vigliacco. quando incontro qualcuno dei miei bulli adesso mi trattano come una star, io faccio gran sorriso e so che da bambini è un casino per tutti e neanche se ne saranno accorti ma non riesco a non odiarli, eh vabbè… questo per dirti una cosa: ti hanno fatto del male, peggio che a me. ma se la tua vita va avanti, allora gli stronzi hanno perso. #love #rocknroll

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Instagram/ @rob_spoke

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