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Sanremo 2020: Diletta Leotta rimandata a settembre

Diletta Leotta e Amadeus
Diletta Leotta e Amadeus (web)

Il Festival di Sanremo 2020, ormai si sa, è nato all’insegna della polemica contro Amadeus. Il web in rivolta, lui che si scusa, la moglie e altri VIP che prendono le sue parti, tra cui Fiorello proprio in occasione della prima serata. Martedì sera il conduttore è stato affiancato da Diletta Leotta e dalla giornalista e scrittrice Rula Jebreal in qualità di co-conduttrici.

La Jebreal, intorno alla mezzanotte, ha letto un monologo toccante contro la violenza sulle donne che le ha fatto guadagnare la standing ovation dell’Ariston tra le lacrime. Poco prima però, un teatrino giudicato pietoso dai più: il monologo di Diletta Leotta.

Diletta Leotta e Rula Jebreal
Diletta Leotta e Rula Jebreal (web)

Il monologo di Diletta Leotta a Sanremo 2020

La co-conduttrice è entrata sul palcoscenico dell’Ariston esordendo con una frase che ha fatto storcere il naso:

La bellezza capita, non è un merito. Certo, è un vantaggio, altrimenti col cavolo che sarei qui, starete pensando. Sono una conduttrice sportiva, ma sarei ipocrita se dicessi che il mio aspetto sia qualcosa di secondario. La bellezza è un peso che col tempo può farti inciampare se non la sai portare.

Un monologo forse a tratti provocatorio, ma che non ha colto nel segno. Basta fare un giro sul web per vedere che le donne sono in rivolta. “La bellezza capita”, dice la Leotta, ma in fondo in fondo, anche nonna Elena ha lasciato trasparire dal viso davvero poca convinzione seduta accanto a Mirko, il fratello di Diletta, noto chirurgo estetico.

Nonna Elena
Nonna Elena (web)

D’altra parte invece c’è chi ha preso le sue difese, dicendo che forse è stata fraintesa e sottolineando come sia libera di ricorrere alla chirurgia estetica. Diletta Leotta avrebbe potuto approfittare del palco di Sanremo 2020 per sensibilizzare gli spettatori (52,2% di share!) e dire qualcosa di maggiormente incisivo. E invece, un flop al retrogusto di finta modestia in pieno stile “Specchio, specchio delle mie brame”.

“La bellezza capita…”

Insomma, Diletta, ci viene difficile premiare anche l’intenzione. Lo strumento più importante che abbiamo tra le mani è la parola e se usata nel modo giusto, è in grado di operare grandi cambiamenti e di smuovere le coscienze. Certo, la bellezza capita e non è un merito, soprattutto perché i meriti sono altri, ma quel monologo ha sminuito anche te come donna. Non sarò una voce autorevole, non sarò sul palco di Sanremo, ma una cosa voglio dirvela: non sentitevi mai inferiori rispetto a qualcuno, non state male se non indossate una taglia 38, se non avete un lato B da urlo, se avete la cellulite, le maniglie dell’amore, la gobbetta sul naso o un seno non pervenuto. Sentitevi belle per ciò che siete, perché la bellezza è multiforme, non può essere rinchiusa all’interno di canoni estetici. Sentitevi belle sempre, anche struccate, anche col pigiama di pile e non permettete a nessuno di farvi credere che valiate meno di ciò che siete.

Prendete quel monologo come spunto per dimostrare che non saranno i chili in più o le rughe a fare di voi delle persone peggiori. I paragoni non servono, serve la consapevolezza che siamo incredibili così. Sono le nostre imperfezioni a renderci uniche. Coltivate la vostra personale bellezza, anche interiore, il resto sono solo chiacchiere da bar. Valete, valete più di quanto vogliano farvi credere, non lasciatevi scoraggiare da niente e nessuno. Resistete, perché esistete così come siete ed è la vostra vittoria più bella.

Diletta Leotta durante il monologo
Diletta Leotta durante il monologo (web)

Diletta, quanto a te, non prenderla sul personale: ti rimandiamo a settembre, ma c’è tempo per migliorare. Siamo donne, con una spiccata sensibilità e abbiamo bisogno che chiunque parli di noi lo faccia entrandoci nel cuore in punta di piedi. Meglio ancora se con coerenza e trasparenza, anche quando c’è da ammettere che la bellezza non sempre capita, ma a volte la facciamo capitare.

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