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Natalie Portman: l’abito agli Oscar 2020 al centro delle polemiche

Natalie Portman

Quella degli Oscar 2020 è stata una notte che faticheremo a dimenticare.
I premi alla miglior regia e miglior film a Bon Joon-ho e al suo Parasite hanno segnato l’inizio di una rivoluzione radicale in quel di Hollywood.

Tra un premio e l’altro, però, non sono mancate le occasioni per creare polemica. La più discussa di tutte è stata quella partita da Natalie Portman…o meglio, dal suo vestito.

L’attrice premio Oscar si è presentata sul red carpet della novantaduesima edizione degli Oscar con un magnifico abito firmato Dior. Il vestito, oltre ad essere bellissimo, aveva un piccolo particolare che non è di certo passato inosservato.

Ricamati sulla cappa nera, c’erano i nomi di tutte le registe che non hanno ricevuto la candidatura agli Oscar a favore di registi uomini.

Ecco l’abito sfoggiato da Natalie Portman…

“I wanted to recognize the women that were not recognized for their beautiful work this year“, ovvero: “Volevo dare un riconoscimento a tutte le donne a cui il riconoscimento quest’anno non è stato dato, nonostante il loro incredibile lavoro.”

Questa è stata la risposta della Portman alla domanda sul perché avesse deciso di far ricamare tutti quei nomi femminili sul suo abito.

La Portman ha ragione, quest’anno nemmeno una regista è stata tra i candidati al premio Oscar e l’attrice ha voluto sottolineare questa disparità di genere che da anni continua nella realtà di Hollywood e non solo.

Eppure, il suo intento, seppur nobile, è risultato molto debole. Questo perché in molti hanno sottolineato che la Portman stessa è proprietaria di una casa produzione cinematografica. Degli undici film da lei prodotti, solo uno è stato diretto da una regista, ovvero la Portman stessa.

La protesta dell’attrice e regista di origine israeliana sarebbe risultata più forte se Natalia Portman avesse mostrato più coerenza, favorendo in prima persona il lavoro di registe.

Non ci resta che sperare, nonostante tutto, che il gesto della Portman non passi inosservato e che si cominci veramente a promuovere il lavoro delle donne in qualsiasi ambito, non solo cinematografico, arrivando definitivamente ad un’eguaglianza tra sessi.

Instagram/@martinafvsco

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